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E' situato alle falde del Monte Falascoso (1494 m), contrafforte settentrionale
del Monte Sacro (1705 m), su uno sprone che domina la profonda fossa
incisa dal torrente Torno, nell'alto bacino del fiume Calore.
Si trova a 528 m s.l.m., occupa una superficie di 2.890 ha, dista 87
km da Salerno e ha una popolazione di 721 abitanti (camporesi).
Si presume che abbia avuto origine al tempo delle incursioni saracene,
quando le popolazioni della costa cercarono rifugio in luoghi meno accessibili
e più sicuri.
Il primo nucleo abitato si costituì tra il X e l'XI secolo intorno
al monastero di San Giorgio. Le prime notizie sicure su Campora risalgono
al 1131. Nel 1269, per concessione di Carlo I d'Angiò, passò
nelle mani di Mathe de Alena e, successivamente, di Simone Bois. Dopo
essere appartenuto ad Alfonso della Gonnesse dal 1453, passò
nel 1460 a Carlo Carafa, che però lo perse per fellonia nel 1468.
Fino al 1532 fu feudo dei Sanseverino, quindi appartenne ad Alfonso
Avalos d'Aquino. Nel 1756 passò a Scipione Loffredo, con il titolo
di marchese di Campora. Nel febbraio del 1821 a Campora, come nel resto
del Cilento, i contadini occuparono le terre padronali e, nella Pasqua
del 1823, la popolazione reagì violentemente al regime poliziesco
dei Borboni.
Come bellezza artistica interessante è la Chiesa di San Nicola,
edificata nel 1660, che custodisce pregevoli statue lignee.
Tra le risorse forestali segnaliamo il bosco Montagna (400 ha di alto
fusto con prevalenza di cerro), il bosco Mangini (100 ha di castagno
e ontano napoletano), il bosco di Tempa Piana (75 ha, con rimboschimenti
soprattutto di pini).
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