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E' collocato tra Monte Soprano (1083 m) e Monte Sottano (632 m) a 419
m s.l.m. Dista 43 km da Salerno. Occupa una superficie di 11.156 ettari. Presenta molte frazioni, di cui le più
importanti sono: Cafasso, Capaccio Scalo, Gromola, Paestum,
Ponte Barizzo, Rettifilo; trattasi di centri il cui sviluppo è
stato legato alla colonizzazione della piana bonificata del Sele. La
popolazione è di 18.503 abitanti (capaccesi).
Paestum e Capaccio Vecchio sono
i due centri del Comune ricchi di storia. Paestum fu una colonia greca,
fondata nel VII secolo a.C. sulla costa tirrenica con il nome di Poseidonia.
A tale epoca risalgono la Basilica, il tempio
di Cerere, il tempio di Nettuno. Dopo essere stata conquistata dai
Lucani intorno al 400 a.C. divenne poi colonia romana con il nome di
Paestum nel 273, abbellendosi di
altri edifici maestosi, quali le terme, il portico del Foro, l'anfiteatro.
Nell'alto Medioevo iniziò la decadenza a causa delle alluvioni
e della malaria e nel IX secolo, per le incursioni saraceniche, venne
abbandonata, rimanendo nascosta e dimenticata tra boscaglie e paludi
fino al 1700. Capaccio Vecchio sorgeva invece ai piedi del Monte Calpazio,
là dove Crasso ebbe ragione dei ribelli capeggiati da Spartaco.
Nel 1062 fu sotto il dominio di Gisulfo II, al tempo di re Ruggero fu
sotto Rainolfo di Alife, per passare poi ai Sanseverino. In mano ai
Sanseverino fu assediata e distrutta da Federico II (oggi ne rimangono
ancora le rovine). I momenti successivi sono legati alle vicissitudini
di Capaccio Nuovo, presente già prima del 1051, come testimonia
un documento di quella data e che, molto probabilmente, scampò
alla distruzione, al contrario di Capaccio Vecchio.
Dopo essere passato in mano a Raimondo Berengario, fu di nuovo dei Sanseverino,
per passare quindi nelle mani di Cesare d'Avalos d'Aragona. Dal 1636
fu dei Doria, sotto il cui dominio rimase fino all'abolizione della
feudalità.
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